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di Gerusalemme di Firenze

                                                             

Lectio Divina

una lettura amorosa della parola di Dio

 

 

 

Un giovedì al mese i fratelli e le sorelle di Gerusalemme propongono a tutti un tempo di Lectio Divina, guidata da don Luca Mazzinghi, docente della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale e presidente dell'Associazione Biblica Italiana. Gli incontri si svolgeranno alla Cappella Pandolfini (alla Badia Fiorentina), con inizio alle ore 20,15.

 

 

lectio anni precedenti

estratto della lectio del 10 novembre 2011 - fr. Massimo-Maria

 

     ...Concretamente fare lectio divina significa leggere una pagina biblica in modo tale che questa diventi la mia preghiera, possa così trasformare la mia vita di discepolo.

 

     Per la mia preghiera personale:

 

- Profeta a partire dalla vita. Io sono solito chiedermi che cosa mi sta dicendo Dio attraverso la mia vita? Cosa Dio mi sta dicendo attraverso la vita degli altri? Cosa Dio vuole da me? Quante volte questa domanda sorge nel cuore! La mia vita è dove Dio mi parla.

 

- Ho imparato a leggere la vita non come tragedia, ma come dramma d'amore..... Dio tutto recupera.

 

- Attraverso la prova Dio educa. Saper passare attraverso il deserto è essenziale per portare frutto.

 

- A che punto è la mia convinzione che l'amore folle di Dio non cessa d'interpellarmi, chiamarmi, convertirmi, tendermi la mano.

 

- Gli idoli sono quelle cose, quelle persona, quelle idee in cui io ripongo, faccio riposare la mia sicurezza, la mia fiducia.

 

     Chiediamo al Signore che ci porti nel deserto per svelarci la verità e il suo amore, la falsità dei nostri idoli e scoperti nella nuova vita gli innumerevoli segni del suo amore rinnovi con noi la freschezza del primo in contro.

Amen.

 

 

primo estratto della lectio divina del 15 dicembre 2011 - sr. Chiara

 

“… esporremo una graziosissima tradizione trasmessaci da un Ebreo, che riguarda tutta la divina Scrittura. Affermava costui che la Scrittura divinamente ispirata, a causa dell’oscurità che è in essa, è simile a molte stanze chiuse a chiave in un unico palazzo: a ogni stanza è apposta una chiave, ma non quella che le corrisponde; così le chiavi sono state disseminate per le stanze senza che nessuna si addica a quella a cui è apposta. E’ allora un gran lavoro trovare le chiavi e adattarle alle stanze che possono aprire; di conseguenza è un gran lavoro comprendere le Scritture che sono oscure non prendendo altrove i punti di partenza per capirle se non tra di esse che hanno reciprocamente sparso, in se stesse, il loro principio interpretativo. Io penso che anche Paolo suggerisce un metodo simile per la comprensione delle parole divine quando dice: “Questo noi lo esprimiamo non con le parole che insegna la sapienza umana, ma con le parole che insegna lo Spirito, accostando cose spirituali a cose spirituali” Philoc. 2,3.

 

 

“Signore basti Tu; basta la tua Parola.

Signore, l’unica cosa che posso fare è l’udire una Parola che mi sembra quasi soltanto un suono… Quando tutte le possibilità di appigliarsi sembrano venir meno, c’è una cosa ancora: la tua Parola. Ed io resto lì.

Signore non voglio catturare questa Parola. Non voglio darle il senso che le darei io. Voglio che sia tu a darle il senso.

Signore, dammi la pazienza di stare nel senso della tua Parola, di appoggiarmi ad essa, di dire: Mi fido, vado avanti.

Signore, sei Tu, soltanto Tu, che devi dare forma alla mia vita e condurmi nella direzione della preghiera.

Aiutami a diventare credente anche attraverso le difficoltà, le oscurità.

Voglio che Tu sia l’unica realtà, l’unico motivo del mio cammino verso di Te”  (G. Moioli)

 

1) Quale volto di Dio giudice ci mostrano le pagine di Osea? Quando pensiamo a Dio che giudica lo pensiamo così, come lo abbiamo incontrato in queste pagine?

Su un piano più esistenziale ed umano posso mettere a confronto il modo di adirarsi di Dio e i nostri modi umani di adirarci. Il Signore cerca il beneficio di colui che è sotto accusa, di colui verso il quale è arrabbiato…in genere noi quale beneficio cerchiamo nelle nostre esternazioni di ira?

 

2) Conoscere, come esperienza dell’eleggere e del preferire Dio in modo esclusivo: nel mio cammino di fede e nei nostri percorsi di gruppo cosa mi aiuta a conoscere il Signore? Quali difficoltà incontro? Di quali aiuti mi sembra avere bisogno? Quale nuovo atteggiamento posso mettere in atto per crescere nella conoscenza del Signore?

 

3) Ascoltate la Parola del Signore....

Quale familiarità ho con l’ascolto della Parola? Quali difficoltà incontro? Di quali aiuti avrei bisogno? Come è vissuto l’ascolto della Parola nei gruppi con i quali condivido un cammino di fede? Quale passo vorrei compiere per crescere nell’ascolto della Parola?

 

 

 

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